Monet, Van_Gogh, Kandinsky: Quando_il_tempo_diventa_immagine
Questo saggio propone una lettura comparativa di Claude Monet, Vincent vanGogh e Wassily Kandinsky a partire da una domanda comune: che cosa accadeall’immagine quando il tempo, la percezione e l’esperienza cessano di esseresemplici condizioni della rappresentazione e diventano materia stessa dell’opera?Il percorso non intende sostituire la tradizionale storia degli stili, ma ricom-porre tre ricerche artistiche generalmente studiate attraverso categorie differenti.In Monet, l’oggetto progressivamente perde la propria stabilità e si dissolve nellecondizioni percettive che lo rendono visibile; nelle Nymphéas, la distinzione fraacqua, cielo, riflesso, superficie e profondità diventa sempre più incerta.In van Gogh, la percezione non si limita più a registrare il mondo, ma vienetrasformata in esperienza attraverso colore, gesto, materia pittorica e riflessioneintellettuale. Le lettere costituiscono una componente fondamentale di questatrasformazione: esse mostrano un artista profondamente impegnato nel problemadell’arte, del lavoro, della società e del rapporto fra produzione artistica e mercato.La figura del genio triste e isolato viene pertanto sottoposta a una revisionecritica.In Kandinsky, infine, l’esperienza viene progressivamente liberata dalla neces-sità di rappresentare un oggetto riconoscibile. Questa trasformazione non vieneinterpretata soltanto attraverso la storia dell’astrazione, ma anche attraversola costellazione spirituale ed esoterica nella quale l’artista si muove: Teosofia,Madame Blavatsky, Annie Besant, C. W. Leadbeater, le “Thought-Forms”, RudolfSteiner, la relazione fra colore e vibrazione, la sinestesia, la musica, le formeinteriori e alcune possibili risonanze con le tradizioni folkloriche e sciamanicherusse e siberiane.Il saggio interpreta questo passaggio come una sequenza concettuale:oggetto → percezione → esperienza → forma.Al posto del termine “natura” viene proposta la categoria di flusso temporale,mentre evento luminoso indica il momento percettivo nel quale tale flusso divienevisibile.Da questa prospettiva nasce anche l’ipotesi della bellezza come onda: labellezza non sarebbe una proprietà stabile dell’oggetto, ma un evento prodottodall’interazione fra luce, materia, tempo, esperienza e osservatore.Il contributo non pretende di stabilire una genealogia definitiva, ma proponeuna nuova traiettoria interpretativa e curatoriale attraverso la quale Monet,van Gogh e Kandinsky possono essere letti come tre momenti della progressivatrasformazione dello statuto dell’immagine: dalla dissoluzione dell’oggetto allapercezione, dalla percezione all’esperienza e dall’esperienza all’autonomia dellaform.
Authors
- Pietro Franesi
Institutions
- Massachusetts Academy of Math and Science at WPI (US)
Publication Details
- Journal
- Zenodo (CERN European Organization for Nuclear Research)
- Published
- 2026-09-10
- DOI
- https://doi.org/10.5281/zenodo.22696964
- Primary Topic
- Walter Benjamin Studies Compilation
- Type
- article
- Field-Weighted Citation Impact
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