Le due versioni del <i>Leu et de l’oue</i> di Jean Bodel
Abstract L’appartenenza della favola di stampo esopico del Leu et de l’oue al variegato corpus di Jean Bodel, autore attivo a cavallo dei secc. XII-XIII, è stata accertata da Charles Foulon negli anni ’50. Dopo alcune riflessioni di ordine letterario, mirate a confermare la classificazione del testo in quanto favola (piuttosto che fabliau ), l’attenzione del presente contributo è rivolta a questioni di ordine filologico. Tuttora sprovvisto di un’edizione soddisfacente, il testo è trasmesso da due delle più celebri raccolte di pezzi brevi antico francesi, il cui legame, sulla scorta di specifiche corrispondenze contenutistiche e testuali, sembrerebbe più complesso di quanto non si creda. La trascrizione sinottica e l’analisi dettagliata delle due copie, con particolare interesse per la variantistica, contribuiscono a chiarire non solo la tradizione della favola, ma anche, più in generale, le dinamiche proprie alla trasmissione della narrativa breve in versi.
Authors
- Niccolò Antonio Favaretto
Institutions
- University of Milan (IT)
Publication Details
- Journal
- Reinardus Yearbook of the International Reynard Society
- Published
- 2025-12-31
- DOI
- https://doi.org/10.1075/rein.00104.fav
- Primary Topic
- Medieval European Literature and History
- Type
- article
- Field-Weighted Citation Impact
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