Viaggiare per noi stessi, viaggiare per l’architettura
L’editoriale in forma di saggio esplora l’importanza del viaggio come strumento formativo per l’architetto sostenendo che l’esperienza diretta dell’architettura, attraverso la presenza fisica, rimane insostituibile anche nell’era digitale. Il viaggio genera un processo creativo dove “memoria” e “invenzione” si fondono: la memoria registra interpretazioni soggettive della realtà, che poi si trasformano in invenzione architettonica: esempi classici includono Frank Lloyd Wright, Le Corbusier e Louis Kahn, che modificarono la loro poetica dopo alcuni importanti viaggi. L’esperienza multisensoriale dell’architettura – percepire spazi, proporzioni, luce e suoni – non può essere virtualizzata. Da ultimo, il caso di Luigi Vietti illustra come il viaggio di formazione abbia portato alla convinzione che l’architettura moderna derivi da quella mediterranea, dimostrando come gli incontri fisici con luoghi e culture forniscano materia prima che l’architetto metabolizza creativamente nel proprio approccio progettuale.
Authors
- Enrico Prandi (ORCID: https://orcid.org/0000-0002-5841-3639)
Institutions
- University of Parma (IT)
Publication Details
- Journal
- FAMagazine Ricerche e progetti sull architettura e la città
- Published
- 2025-12-02
- DOI
- https://doi.org/10.12838/fam/issn2039-0491/n69-70-2024/1161
- Primary Topic
- Italian Literature and Culture
- Type
- article
- Field-Weighted Citation Impact
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