‘A class struggle fought within ourselves’. Party morality and subjectivity in Cold War Italian Communism
Nella fase più dura della guerra fredda, tra la fine della seconda guerra mondiale \ne la morte di Stalin, il Partito Comunista Italiano, in linea con gli orientamenti del \ncomunismo internazionale, si attenne a un modello di militanza forgiato negli \nanni Trenta, basato sulla sottomissione delle scelte e dei comportamenti individuali alle regole dettate dal partito. Tale pretesa non si realizzò mai pienamente: la disciplina di partito non fu un processo a senso unico. Essa dovette \nfare i conti con i fattori culturali, familiari, esistenziali e affettivi che sono \na fondamento della vita di ogni individuo. Il caso del dirigente comunista \nEmilio Sereni mostra tuttavia come più si salisse nella struttura organizzativa, \npiù si intensificasse l’identificazione tra individuo e partito, attraverso una logica \nche finiva per toccare anche la sfera più intima dei sentimenti e delle relazioni \nfamiliari
Authors
- Andrea Guiso (ORCID: https://orcid.org/0000-0003-2758-4977)
Institutions
- Sapienza University of Rome (IT)
Publication Details
- Journal
- Journal of Modern Italian Studies
- Published
- 2024-09-09
- DOI
- https://doi.org/10.1080/1354571x.2024.2381941
- Primary Topic
- Italian Fascism and Post-war Society
- Type
- article
- Field-Weighted Citation Impact
- 0.00